Il suo fine era di dimostrare un’unità originaria, frammentatasi e poi diversificatasi non solo per effetto di accidenti storici ma anche e soprattutto per i caratteri intrinseci a ogni gruppo etnico. La linguistica storica rappresentava dunque per Ascoli un modo, in ultima istanza, per superare secolari chiusure e discriminazioni.

Marco Di Giulio, Il pensiero di Graziadio Isaia Ascoli a cent’anni dalla scomparsa, p. 83.